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  1. Walter Carrettoni ha detto:

    La mia coscienza ha smesso di parlarmi…

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Non so… a seconda della coscienza che hai potrebbe essere un bene.

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      1. Walter Carrettoni ha detto:

        Non credo sia un bene, in termini generali. Ma se dovessi seguire la coscienza dovrei rivoluzionare molte cose.

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Beh, io non sempre la seguo ma spesso le do qualche contentino.
        Così conviviamo in pace.

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  2. La scelta più conservativa se ci sono vite umane in ballo.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Certo che si cerca di non fare danni, sempre e comunque. Ma davvero non sempre si hanno tutte le variabili sotto controllo.

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  3. Libera-mente ha detto:

    Quando dialogo con la mia coscienza ne esco sempre sconfitta, pensavo di essere un pò strunz, ma lei lo è più di me

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Chissà perché la nostra coscienza è sempre più forte di noi…

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  4. Enza Graziano ha detto:

    È impossibile non sbagliare. Si può ridurre al minimo il rischio, ma non siamo programmati per essere perfetti!

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Esattamente, ma tu vallo a dire alla mia coscienza!

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      1. Enza Graziano ha detto:

        Coscienza di Ireneeeeee, è impossibile non sbagliareeeee

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  5. eleonorabergonti ha detto:

    Io ho la coscienza che non se ne sta mai zitta. È più chiacchierona lei di me, 😁.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Oddio, chissà come fai! Io faccio già fatica con la mia che parla pochino…

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      1. eleonorabergonti ha detto:

        Certe volte la lascio parlare e non le dò retta, 😉.

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Ecco, può essere una soluzione!

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  6. newwhitebear ha detto:

    la differenza tra e la tua coscienza è che tu lavori e lei no. Sta lì solo per tirarti le orecchie quando sbagli.
    Chi lavora sbagli, chi non fa nulla è bravissimo e non commette errori.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Questa considerazione è giustissima e me la tengo per me… che se la sente la mia coscienza altro che tirate di orecchie mi fa! 🤣

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      1. newwhitebear ha detto:

        così poco indulgente è la tua coscienza?

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Anche meno certe volte. Ma io la lascio borbottare e la ascolto raramente.

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      3. newwhitebear ha detto:

        non ascolti la tua coscienza?

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      4. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Beh, mica sempre sempre. Sai che noia, altrimenti?

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      5. newwhitebear ha detto:

        noia per non ascoltare la coscienza?

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  7. andream2016 ha detto:

    Io non ho mai parlato con la mia coscienza, vorrà dire che che quel che faccio la trova sempre concorde? Comunque Irene, che lavoro fai? Io non ho mai dovuto prendere decisioni da cui dipendono la vita è la morte di altri.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      O forse vuoi dire che non la stai mai ad ascoltare! 🤣

      Per quanto riguarda il mio lavoro.. ci sono un sacco di impieghi per cui si può dire che trattano questioni “di vita o di morte”, in senso reale o figurato.
      Il che significa che non ho voglia di dire che professione faccio. O meglio… sono arruolata tra le file di Mordor, come saprai. E tanto basta.

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      1. andream2016 ha detto:

        io ascolto ma la mia coscienza è esattamente come me … andiamo talmente d’accordo che non abbiamo mai avuto una sola discussione . Scusa per la domanda sul lavoro

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Beh, in questo caso beato te!

        Tranquillo, quando avrò voglia di specificare lo farò!

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      3. andream2016 ha detto:

        Ma non è che devi specificare, ero rimasto semplicemente incuriosito dalla tua affermazione sul lavoro. Poi ho imparato che una buona parte delle persone che tengono in blog si ammantano di un velo di anonimato. Ognuno/a di voi ha sicuramente tantissime ragioni per voler rimanere anonimo/a. Per me è semplicemente molto difficile discutere con persone di cui non so assolutamente niente (non parlo di conoscenza di cose intime, ma di banalità come il lavoro) mi sembra di parlare con persone venute fuori fa un libro, di fatto inesistenti. Dirai tu che è quello che scrivi che ti identifica, … forse sì forse no. Scusami per la

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      4. andream2016 ha detto:

        scusami per il
        modo forse per te troppo diretto con cui ho scritto. NON è una critica, ci mancherebbe altro. È solo la mia riflessione su come io
        mi sento a parlare con una persona di cui non so niente. Buona giornata , salutami Mordor.

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      5. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Si può conoscere una persona molto meglio da ciò che scrive (anche se in forma allegorica) che da ciò che dice apertamente di essere. Almeno, questa è la mia convinzione.
        Il lavoro che si fa può essere una cosa banale o meno banale, a seconda di ciò che si fa e del tipo di persona che si è.
        Non mi sento offesa dalla tua domanda, spero che tu non ti sentirai offeso dalla mia risposta.

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      6. andream2016 ha detto:

        offeso io? ma no ovviamente 😊 Solo che nei decenni ho imparato che a volte tra quello che uno scrive e quel che è davvero nella vita c’è un abisso. Penso a George Simenon ad esempio … per questo vorrei sempre sapere con chi sto davvero parlando, con una persona o con una trasposizione letteraria? Non mi sto riferendo a te, è un discorso generale. Se uno guarda i miei disegni ad esempio chissà che idea si può fare del sottoscritto! Ma sono solo disegni che rispecchiano solo una minima parte di quel
        che sono (e certi disegni non lo rispecchiano per nulla), sono insomma solo una forma di divertimento.

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      7. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Vedi, anche scrivere il blog è una forma di divertimento. Perciò è ovvio che un po’ si romanzano le cose.
        Capisco il tuo desiderio di capire con chi stai parlando, ma l’identità digitale alla fine non è mai identica a quella reale. Persino se vedi come si comportano i tuoi amici su Facebook e nella vita reale ti renderai conto che non sempre sono coerenti.

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      8. andream2016 ha detto:

        Ovvio, non ho mai cercato la coerenza tra vita reale e vita virtuale. Poi io distinguo sempre tra gli amici veri e quelli virtuali su FB … questi ultimi sono solo un’approssimazione assai incompleta dell’amicizia, in realtà spesso sono umanamente dei quasi sconosciuti (non per colpa loro o mia, è che sono virtuali). Qui su WP le cose sono un po’ diverse da FB in quanto in questo luogo le persone spesso si raccontano, svelando a volte il proprio carattere le proprie passioni e le proprie paure. Diciamo che a differenza di FB questo non è un luogo di discussione, è questo che mi manca. Posso leggere i vari post, divertendomi o intristendomi a seconda dei casi, ma non parte mai una discussione.

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      9. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Beh, non direi che non parte mai una discussione. Cosa stiamo facendo noi, adesso?
        Certo, magari sono discussioni alla lunga, che i tempi sono diversi, ma si può comunque discutere e (in caso) crescere.

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      10. andream2016 ha detto:

        È una discussione su un solo tema, essere anonimi. Non potrebbe essere diversamente. Sai quante volte (per altri che pure essendo anonimi raccontano di se stessi) mi sono poi accorto di stare parlando con una pura finzione letteraria? Non c’è niente di male se uno si inventa un personaggio con una vita totalmente diversa da quella reale, ma discuterci poi diventa impossibile. Io ho solo un blog di disegni , ma immaginati se invece mi fossi inventato un blog in cui sono un buttafuori di locali a luci rosse e che
        facessi quel lavoro per garantire a mia figlia di 6 anni ammalata di una grave malattia i farmaci carissimi. Insomma, tipo film americano strappalacrime . Non è il tuo caso, Mordor non esiste nella realtà , o almeno non nella forma letteraria … però capisci cosa voglio dire? Leggere il tuo blog è divertente ma non c’è nulla di reale di cui si possa discutere perché non so che vita fai, come la pensi davvero, che rapporti umani hai con le altre persone ecc (magari potresti essere una ricchissima ragazza che scrive per passare il tempo mentre viene servita da stuoli di servitori sottopagati).
        Tutto questo lo dico per puro amore di discussione, niente più.

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      11. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Io capisco benissimo quello che vuoi dire. Da che è nato il web, quello che tu descrivi è un po’ “il rischio che si corre” ad fare due chiacchiere con persone che non si conoscono nella vita reale (che poi, anche nella vita reale c’è in giro gente che ne racconta di tutti i colori). Ci sono uomini che si spacciano per donne, donne con pseudonimi maschili, vecchi che dicono di essere ragazzini… c’è in giro di tutto e non è che ti puoi fidare di una foto e di quattro righe di presentazione. Però, se ti piace quello che leggi, è davvero importante? Come dire, è più importante la vita dell’autore o il contenuto del libro?
        Se io ti dicessi che Mordor è un supermercato (fai una Conad), che Lupetta si chiama Angela e che il Vichingo si chiama Patrizio, cosa ti cambierebbe? Niente, almeno fino al giorno in cui non decidiamo di incontrarci di persona e potrai vedere con i tuoi occhi se ti ho detto il vero oppure no.

        Il punto (e ovviamente parlo per me) è che tengo il blog perché mi diverte raccontare in manera più o meno ironica quello che mi succede. Neanche tutto tutto, ovviamente. Fatterelli, cose buffe o immagini e pensieri che mi hanno lasciato un segno. Ovviamente, per fare questo non c’è nessun bisogno di utilizzare i nomi reali di ciò che mi circonda e, anzi, nomignoli e metafore mi permettono di rendere molto più coloriti i miei racconti.
        Scrivo per mio diletto, alla fine lo scopo ultimo non è altro che scrivere per condividere. Mi fa piacere che ci siano altre persone che si divertono a leggermi, ovviamente. Come mi fa piacere passare a leggere quei blog che mi divertono, o mi trasmettono qualcosa.

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      12. andream2016 ha detto:

        Ti capisco perfettamente …

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