Sui Buddisti della domenica

Prima, doverosa, precisazione: non appartengo a nessun credo specifico. Però, tra le altre mi sono avvicinata anche alla filosofia buddista e la trovo davvero interessante.

Seconda, doverosa, precisazione: è ovvio che sto per ironizzare su un tipo di persone ben specifico. Non penso che tutti i buddisti occidentali siano “buddisti della domenica”.
Il titolo dovrebbe dire tutto, ma preferisco specificare prima che qualcuno se la prenda a male. Ma… se poi se la prendono a male hanno forse la coda di paglia?

Ora che le premesse si son fatte più lunghe dell’articolo, posso proseguire.

Mi domando: ma quante donne, da una certa età in poi, si dedicano al buddismo? È diventato la nuova ancora di salvezza dell’anima, come poteva essere farsi suora?
Parlo di donne, perché con loro sembra di stare alla fiera del controsenso. Anche gli uomini si convertono, ma lo fanno tutto d’un pezzo, non ne ho mai visti avere exploit assolutamente fuori luogo.

Magari sono io che le attiro. Anche se, di solito, me ne sto da una parte a farmi i fatti miei e non sono il tipo di persona che va in giro a sbandierare le sue convinzioni o le sue pratiche spirituali. Non lo faccio nemmeno tra gli amici, figuriamoci in postacci tipo il luogo di lavoro.
Fatto sta che mi ritrovo più avvicinata da queste signore, che ormai riconosco anche da lontano: indossano un Mālā, tappezzano di bandiere tibetane la macchina e inneggiano al Free Tibet senza esserci mai state, hanno i capelli tagliati a spazzola e il più delle volte sul grigio andante. Ormai dovrei identificarli come segnali d’allarme, invece ancora ci casco!
Suddette donne attaccano bottone senza che io abbia chiesto niente, che magari preferivo parlare di lavoro, iniziano ad aprirsi raccontando della loro illuminazione spirituale, dell’ultimo ritiro che hanno fatto con il loro Maetro, del perché e per come loro capiscono il mondo e sono aperte nei miei confronti e mi comprendono meglio di chiunque altro grazie al buddismo. Insomma, a sentir loro si direbbero persone pacate, serene e pervase da una saggezza superiore che le guida.
Figo.
Così mi colgono in fallo. Perché, tra le mie ricerche spirituali, ho sperimentato diverse tecniche meditative di cui mi parlano. “Sì, mi sono avvicinata alla filosofia buddista, davvero interessante!” Mi lascio scappare, illudendomi di aver trovato uno spirito dal pensiero affine al mio. Lì per lì ci si scambiano opinioni e commenti e pare tutto rose e fiori.
Ma poi…

Un bel momento, quando ormai sentono di essere entrate in confidenza, dalla loro santità estrema fuoriesce il demone occidentale che le ha possedute per una cinquantina d’anni. Le vedo trasformarsi nel corpo e nella mente, il viso si deforma, la voce si distorce e iniziano a sparare le cattiverie e le perfidie più originali che mi sia mai capitato di sentire. Non sono loro a pensar male, sia chiaro, è che tutta la gente che lavora con loro sta remando contro, perché quella lì in realtà l’ha fatto apposta a sbagliare per metterla in difficoltà, perché quell’altra non ha voglia di lavorare, perché tizio e caio vogliono la promozione al posto suo e invece non sai cosa rubano. Giù veleno su veleno. Non richiesto, tra l’altro, e nemmeno veritiero. E, per carità, non tocchiamo l’argomento di quei disgraziati dei loro familiari, perché loro hanno sempre una tragedia pronta dietro l’angolo. Finito di vomitare giudizi, calunnie e sentenze che manco uno affetto da disturbo paranoide, accennano con leggerezza al fatto che dovranno accendere due candele e quattro incensi per purificarsi dalla negatività di quelle brutte persone.
Così, nel giro di pochi giorni, si trasformano le discussioni e io scuoto la testa tra me, perché la loro illuminazione mi sembra ancora un po’ lontanuccia. Ma non metto bocca sul percorso altrui, sapendo di non essere perfetta.
Poi, un bel giorno, la furia del demone raggiunge anche me: vengo accusata di parlare alle loro spalle, di lavorare per metterle in cattiva luce, di essere una ladra e una bugiarda e chi più ne ha più ne metta. Me lo aspettavo: fatto con gli altri, sapevo che l’avrebbero fatto anche con me. Non mi arrabbio, mi limito a notare che seguire il percorso buddista fa davvero bene.

Insomma, queste pie donne fanno tanta fatica per sciogliere rabbia e rancore accumulati in tutti i loro anni e tu guarda questo brutto mondo cattivo che scherzi che combina: le circonda di brutte persone.
O forse, azzardo, sono loro che senza provare rabbia per qualcosa non sanno esattamente come vivere.
Si buttano in tutti i percorsi para-spirituali che trovano, dallo yoga al reiki, dal buddismo alla cristalloterapia, senza cavarne un ragno dal buco. Rimangono attaccate alla loro rabbia, affezionate, anche se razionalmente non se ne rendono conto e non voglionk accettarlo. È ovvio che non vedano altro che ulteriori motivi per essere furiose con il mondo.

Non è che in due anni di ricerca spirituale puoi pensare di cambiare decenni di chiusura e di pessimi cicli di pensieri. Se ne fossero intimamente consapevoli, forse, potrebbero portare del bene dove vanno anche prima di terminare il loro percorso. Se mai lo termineranno.

Il cammino è faticoso e infinito. L’illuminazione vera è pressoché irraggiungibile, specie per noi che siamo cresciuti in una società che trascina in una direzione diametralmente opposta a quella spirituale.
Un po’ di umiltà e un sorriso, come sempre, potrebbero aiutare a non sbandare lungo il cammino. Ma, ciascuno ha il suo percorso e tutta quella rabbia ha tanto da insegnare, a loro che la provano e a me che la incrocio.

E anche questo post è un po’ cattivello e acidello, ma anche scherzoso.
Fortuna che io, queste filosofie, le studio soltanto per trarne un po’ di ispirazione.

Foto di Magicbowls da Pexels

30 commenti Aggiungi il tuo

  1. Moon ha detto:

    Mai parlato con un buddista. In compenso ho conosciuto centinaia di persone attaccate alla rabbia

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Già quelle sono pessime, ma quando poi fingono di averla abbandonata grazie al loro percorso spirituale… beh dimostrano di non essere capaci nemmeno di un po’ di autoanalisi (figuriamoci del resto).
      Seguito bene, il buddismo dovrebbe aiutarti a raggiungere tante cose, tra le quali un certo stato di calma e di accettazione per il prossimo.

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  2. Raffa ha detto:

    Sei stata anche troppo buona. Ho conosciuto persone per cui provare la meditazione buddista era come provare la dieta a zona.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Il fatto è che non sono buddista dichiarata in ogni mio gesto, non raggiungerò mai certi livelli. 🤣
      Io rimango allibita dalla leggerezza con cui alcuni prendono delle cose così serie…

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  3. Alessandro Gianesini ha detto:

    Eh, che ci vuoi fare: tu sei di un’altra razza… letteralmente! 😘

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      😁 Cose che voi Troll non potete nemmeno immaginare!

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        Abbiamo molta immaginazione, sai? 😘

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Ah, non ne dubito… almeno per quanto riguarda le battutine! 😁

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      3. Alessandro Gianesini ha detto:

        C’è molto di più dietro questa scorza… 😭

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      4. Irene (la Gnoma) ha detto:

        🤣 Quanti strati devo scavare?

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      5. Alessandro Gianesini ha detto:

        Eh, mantieni il distanziamento sociale, piccoletta! 😝😝😝

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      6. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Tranquillo che ho tutti i DPI che mi servono, anche meglio di una sala operatoria. 😁

        🤔 Comunque, meglio mantenere le distanze… vatti a fidare…

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      7. Alessandro Gianesini ha detto:

        Vatti a fidare? VATTI A FIDARE? Lo sai che i troll hanno la rigenerazione, vero? Gli gnomi… ah, gli gnomi non esistono. O non esisteranno più, a breve! 🤬👿😈

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      8. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Sempre che tu riesca a trovarci… 😁 Non credo che uno stupido troll ne sia capace!

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      9. Alessandro Gianesini ha detto:

        TSK!

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  4. Come in ogni religione non basta la pratica e la ritualità per la crescita personale.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Esatto. Quello che mi lascia sconcertata è la leggerezza con cui affermano di essere arrivate “a un certo punto”, proprio su un percorso di crescita così difficile come quello buddista!

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      1. Ognuno deve credere nella propria favola personale

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  5. Dal nipote. alla figlia del mio migliore amico, ed alcuni conoscenti.
    Buon giorno

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      😱 Sono ovunque!
      Buona giornata a te!

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      1. Ci sono le persone serie, e quelli della domenica.
        Ho letto molto, ma agnostico sono…..

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Infatti, tanto rispetto per chi riesce a seguire un percorso con tutta la serietà che merita.
        Anche io leggo, mi informo e sperimento… per ora non ho ancora trovato la mia strada.

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  6. romolo giacani ha detto:

    Purtroppo non è tanto diverso anche l’ambiente delle beghine parrocchiali. Ma d’altra parte se già 2000 anni fa uno più famoso di noi li chiamava sepolcri imbiancati significa che davvero non c’è nulla di nuovo sotto il sole

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Eh già, religione che vai beghine che trovi.
      Dico solo che potrebbero evitare di snaturare una filosofia tanto lontana: potrebbero tranquillamente utilizzare una religione più vicina allo stesso modo senza stare a scomodare il Budda.

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  7. valentina ha detto:

    Io non sono così erudita sulla cultura buddista ma ti posso soltanto dire che tra predicare bene e razzolare male c’è di mezzo il mare (detto inventato da me?) ed io voto per essere per ora miscredente se questo vuol dire semplicemente essere coerente con me stessa

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Io preferisco non fare proselitismo e lasciare che siano le mie azioni a parlare, eventualmente.
      Ognuno è libero di scegliere la propria strada, ma si sa che spesso chi più parla e si vanta più è insicuro del percorso.

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  8. Evaporata ha detto:

    Ho conosciuto e annusato da vicino tante religioni/credenze/filosofie, giusto per essere informata e non scartare niente a priori.
    Ora sono uno spirito libero e preferisco parlare con lupi.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Informarsi fa sempre bene, alla fine un po’ qua e un po’ là si colgono gli aspetti migliori e si può anche proseguire da soli lungo il cammino!

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  9. Libera-mente ha detto:

    “Quelli della domenica” che siano buddisti o altro, perchè ce ne sono di ogni, meritano di essere lasciati alla loro domenica, la vita spirituale è altro, per me è un qualcosa di così intimo e personale che puoi condividerla solo con quei pochi che, anche non condividendo, cercano di capire il tuo percorso.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Precisamente. Io ho solo un paio di persone con cui mi piace condividere il mio percorso, e nemmeno tanto spesso.

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