Lupetta selvaggia

Sto crescendo una figlia agender? O forse lo sarebbero tutti i bambini, se li lasciassimo fare? È un argomento delicato e non vorrei offendere nessuno trattandolo con leggerezza. Che, in fondo, non è nemmeno degli agender che voglio parlare ma di Lupetta, che sta venendo su in un modo tutto suo, istintivo e senza regole. (Non proprio senza regole, alcune ci sono e servono per sopravvivere!)

Mia figlia non ha mai sentito parlare (non da noi genitori) di cose “da femmina” o di cose “da maschio”. Al massimo, ci sono le cose che può usare (o fare) e quelle che può usare (o fare) solo finché non si fa scoprire dalla mamma.

È bellissimo vedere come orienti con naturalezza le sue preferenze.
Ad esempio, adora le scarpe coi luccichini rosa e i pigiamini con i cuori (guai se glieli togli). Poi adora giocare con i camion e le macchinine, che tutte le bambole giacciono in fondo alla cesta dei pupazzi e soffrono anche un po’ di depressione. Fa la festa al bicchiere rosa delle principesse, ma le sue storie preferite devono contenere almeno un mostro e meglio se come protagonista. Fa le puzze insieme a suo papà e poi si stima tutta se le metti un abitino della festa. Si sporca di terra e polvere dalla testa ai piedi e poi si schifa a toccare l’impasto del pane con le mani. Sa quello che vuole, è determinata e tosta tosta quando decide di ottenere qualcosa, ma devi correre a salvarla se vede un lombrichino. È femminile un momento e un maschiaccio l’attimo dopo.

Segue l’istinto, fa quello che le piace e che la rende felice. Ed è giusto così. Ci penseranno gli ormoni adolescenziali ad accompagnarla al suo posto nel mondo, come succede poi a tutti i cuccioli quando crescono.

All’alba dei due anni, vive alla selvaggia, da vera piccola vichinga. Mi dà del filo da torcere, eccome!
E io sono davvero orgogliosa di lei.

Scusate la smielatezza, ma a cuore di mamma non si comanda… anche se continuo a bramare la mia settimana di ferie da tutti e specialmente da lei!

Fonte: Pexels

37 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandro Gianesini ha detto:

    Oggi ho imparato agender: non sapevo nemmeno della sua esistenza.

    Comunque, con un po’ di impegno, vedrò di tirar fuori qualche storia di mostri per farla addormentare serena! 😂

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      😂 Molto gentile! Credo che gli orchi di ieri siano una buona base di partenza! Del resto, è figlia mia mica della prima che passa per la strada!

      Comunque, vedi che anche nei blog più improbabili si finisce per imparare qualcosa?

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        … anche perché se fosse la figlia della prima che passa per strada, credo saresti ricercata per rapimento! 🙄

        Ok, vada per gli orchi… la settimana prossima vedo di offrire qualcosa di interessante! 😉

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Non sarei mai così folle da sopportare tutto il giorno una marmocchia non mia, per giunta gratis! 🙄 Senza dubbio le mamme di passaggio non si devono preoccupare!

        Ma lo fai davvero? Pensavo scherzassi! Ora sono molto curiosa di leggerlo! 😁

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      3. Alessandro Gianesini ha detto:

        Avevo in mente di fare un “cambio di punto di vista”, ci devo strolicare un po’, ma ci provo… spero prima della sua maggiore età! 😀

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      4. Irene (la Gnoma) ha detto:

        😂 Glie lo leggerò ad alta voce lo stesso, anche dovessi essere già nonna! Te lo prometto!

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  2. Paola ha detto:

    Io ho fatto come te e oggi ho 3 ragazzi molto in gamba

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Speriamo! La preferisco selvaggia che rimbambita, senza dubbio!

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  3. Da piccola, avendo un carattere molto vivace, mi piacevano di più i giochi dei maschi perché erano più dinamici. Le bambole mi piacevano ma non per giocare a mamma e figlia ma per realizzare abiti su misura e creare acconciature con i capelli.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Io giocavo con macchinine e animali o pupazzi di vario genere. Non ho mai (che ricordi) giocato a fare la mamma o a vestire le bambole… al massimo creavo i guinzagli per i cani di pezza! Senza forzarla nelle scelte, mi sembra proprio che la storia si ripeta!

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      1. Io penso che i gusti abbiano poco a che fare col genere. Spesso sono indotti. Io ho cominciato a usare i pennelli perché me li regalò mia zia, mi piaceva cantare perché in casa si cantava e suonava, ho imparato a cucire e lavorare a ferri e uncinetto perché mamma e nonna lo facevano, i giochi scatenati si facevano con mio padre ecc.

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Beh, più cose prova un bambino e più ricco cresce, così avrà anche più risorse per capire cosa ama fare. Poi, per quanto uno cerchi di rimanere neutrale è indubbio che un bimbo inizi con l’imitare le cose che appassionano le persone che ha intorno prima di esplorare possibilità sconosciute.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      E io che speravo che crescendo potesse migliorare… 😁 Scherzo ovviamente, è fantastica!

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  4. skoliosessualità ha detto:

    Non posso che farti i complimenti. Ci sono troppe poche mamme come te. Il mondo sarebbe migliore se questa apartheid di ruolo non incatenasse la società in barriere mentali autoimposte.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Ti do ragione. Un po’ sarà che anche i miei mi hanno cresciuta libera da imposizione di ruoli o di religione. Mi viene naturale farlo a mia volta.

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      1. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Grazie mille! 💕

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  5. corvobianco213 ha detto:

    Il lombrichino fa schifino… ha ragione…

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Ecco, se ti metti pure a difenderla e chi glie lo fa passare più?

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  6. Libera-mente ha detto:

    Con i miei tre figli non mi sono mai fatta problemi, gli ho comprato ciccio bello quando lo hanno chiesto e qualche volta li ho, anche, vestiti di rosa, amavano giochi diversi, fiabe diverse, la loro sessualità si è formata in divenire, sicuramente, essendo in tre loro stessi avranno avuto influenza uno sull’altro, ma

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  7. Libera-mente ha detto:

    I miei commenti sempre a meta 🤪… come mamma non mi sono fatta mai problemi che dovessero comportarsi in un modo piuttosto che in un altro li ho lasciati liberi di “crescere liberi”

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Che è il modo più bello di vederli crescere! Alla fine quello che ogni genitore dovrebbe fare è accompagnare i figli ad esprimere se stessi al meglio. Almeno, secondo me questa è la via migliore per aiutarla a trovare la sua felicità.

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  8. Evaporata ha detto:

    La ragazza ha carattere. 😀

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Eccome! Rende orgogliosa la sua mamma ogni giorni di più!

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  9. eleonorabergonti ha detto:

    La tua bimba deve essere orgogliosa di avere una mamma come te. 🙂

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Hem… non lo so… 😁 Quando capirà il concetto di orgoglio proverò a chiederglielo! Comunque grazie mille!

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  10. eleonorabergonti ha detto:

    🙂. Ti auguro un buon giovedì.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Grazie! Buon giovedì anche a te!

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  11. silvia ha detto:

    Fai benissimo così;)

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Grazie mille! Spero proprio di raccogliere buoni frutti tra qualche anno!

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  12. Gintoki ha detto:

    Se avessi un/una figlio/a, farei lo stesso. Che giocasse con quel che gli pare. Anche perché i giochi permettono di acquisire delle abilità: imporgliene io alcuni, perché “da maschio”/”da femmina” vorrebbe dire impedirgli lo sviluppo di certe abilità (es. scemo: i Lego incrementano le capacità spaziali)

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Considerazione molto giusta! Mi piace che possa spaziare scegliendo quello che, momento per momento, più le interessa! E se poi da grande dovesse finire a fare qualche lavoro “da maschiaccio” ma chi se ne frega! L’importante è che cresca in gamba.

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      1. Gintoki ha detto:

        Ma sì. Poi alla fine c’è una unica domanda cui si dovrebbe rispondere, secondo me: cioè, mia/o figlia/o è felice di quello che fa? Sta coltivando i propri interessi, le proprie aspirazioni?

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Esatto, è proprio quello che importa davvero. Che si realizzi lei, non che realizzi le mie aspettative!

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