Nome di potere

Come scrittrice, quasi quasi invidio il potere di certi nomi.
Il che mi fa pensare che potrei trovarmi uno pseudonimo.

In fondo, molti scrittori lo hanno scelto.
J. K. Rowling, per esempio, si può dire che lo utilizzi.
Meglio ancora citare Fred Vargas, decisamente la mia giallista preferita.
Persino Agatha Christie ha pubblicato alcuni racconti utilizzando uno pseudonimo.

Quindi, perché no?

Magari ne trovo uno con qualche lettera puntata, minimo due. Tipo J.R.R. Tolkien o C.S. Lewis o (ma citiamola) J.K. Rowling. O anche J.B. Fletcher (ok, questa è una battuta!)
Che le lettere puntate regalano tutto un alone di mistero sull’autore, lo lasciano in un limbo dove non può nemmeno avere un sesso definito, figuriamoci una nazionalità o un volto.

Potrei impegnarmi per trovare qualcosa che risuoni di grandezza. O… dite che questa è una divagazione per procrastinare la conclusione del secondo libro?

Fonte: Pexels

48 commenti Aggiungi il tuo

  1. Paola ha detto:

    Non lo so…..

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Dici che forse non è il caso?

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      1. Paola ha detto:

        Mah……io credo che quello sua un passo da fare più avanti dopo essersi affermati un pochino in campo letterario. Oggi l’identificazione dello scrittore ha una grande valenza… mia opinione ovviamente poi ognuno fa come crede. In genere, e parlo di oggi e non del passato, il nome sconosciuto si applica per inserire una sferzata narrativa appartenente ad uno scrittore che talvolta desidera scollarsi da sé stesso per un po’…

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Non lo so, sai? Proprio perché si finisce per fidelizzarsi a un nome (io sono la prima che come prima scelta acquisto i libri di scrittori che mi piacciono), cambiare e usare uno pseudonimo quando ci si sta ormai affermando sarebbe deleterio.
        Comunque, ad esempio, la Rowling ha solo aggiunto una K. al suo nome, che in teoria non la contiene. Quindi non si è completamente snaturata.

        Ma questa è solo una digressione, naturalmente! Figurarsi quanto ce ne passa da qui a iniziare a diventare un po’ nota, se mai succederà. Ma mi piace sognare.

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      3. Paola ha detto:

        No no vai avanti e raggiungi l’obiettivo!!! Al nome ci penserai.

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      4. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Grazie per l’incoraggiamento! Mi ci metto d’impegno, davvero!

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      5. Paola ha detto:

        Ecco siamo in due🤝avanti tutta amica

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      6. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Avanti tutta! Ce la faremo! 🤝

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      7. Paola ha detto:

        Si si stiamo vicine anche se lontane.

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      8. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Onestamente… mi piace questo spirito di sorellanza tra artiste!

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      9. Paola ha detto:

        Secondo me, aiuta.

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  2. quarchedundepegi ha detto:

    L’importante è essere se stessi.
    BUONGIORNO Gnoma.
    Quarc

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Buongiorno a te!
      Beh, alla fine il nome non fa l’identità, quindi si può essere se stessi anche con un nome diverso!

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Non si sa mai, ci penserò su.

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  3. J ha detto:

    Hm, lo pseudonimo non penso ti farà apprezzare di più. Se la qualità di ciò che scrivi è buona, lo sarà con qualsiasi nome ti presenterai, trovare un alias poi dipende dalla tua voglia di esporti o meno.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Ovvio che la qualità degli scritti conta più del nome, però è innegabile che una copertina con un certo titolo e un certo nome possa “vendere” più facilmente, o anche solo essere più facilmente preso in considerazione.
      Mi metto io stessa ad esempio: magari vedo un certo tipo di romanzo scritto da una donna italiana e nemmeno mi ci avvicino, cerco un libro spirituale e se l’autore è indiano lo sfoglio invece se è scritto da un americano lo rimetto giù e così via… Ho dei pregiudizi, lo so, molti dettati da esperienze pregresse. In fondo, chi non li ha?
      Parlo in generale, ovviamente. Non è che le lettere puntate o cose simili facciano diventare necessariamente scrittori di successo!

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      1. J ha detto:

        Forse hai ragione, mi sono affidato troppo alla mia esperienza personale. Magari uno pseudonimo potrebbe aiutare…

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Potrebbe. O magari tra due giorni deciderò che è una pessima idea.

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  4. Libera-mente ha detto:

    Ciao Irene … è così importante il nome? Non lo so, mi viene in mente il famoso detto “l’abito non fa il monaco” magari il nome non fa il libro, personalmente non scelgo mai un libro per il nome dell’autore, anche perchè so che tanto lo dimenticherei. Ho letto dei libri bellissimi che non ricordo proprio chi li abbia scritti, ma ricordo quanto mi hanno emozionato, l’unica cosa che ricordo perfettamente il punto della libreria dove li colloco una volta letti chissà perchè strana la cosa … presto leggerò il tuo, ho visto che ne hai uno già pubblicato, sono curiosa 🙂

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Ti dico una cosa in anteprima: mi sa che questo weekend lo metto scaricabile gratuitamente! 😊 Mi farebbe piacere sapere la tua opinione!
      Certo che l’abito non fa il monaco, infatti non è che davvero credo che le vendite siano influenzate dal nome… se ce l’hai brutto basta che te lo fai mettere in piccolino dal grafico! 😂 A parte gli scherzi, magari è di buon auspicio o magari è solo divertente averlo uno pseudonimo. Ci penso su giusto per gioco.

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      1. Libera-mente ha detto:

        A me diverte essere Libera-mente ed è divertente anche divagare se avere o no uno pseudonim … mi arriverà i primi di giugno il libro, aspetto che arrivi per leggerlo, per me leggere un libro è un rito, ancora non sono riuscita ad abbracciare l’idea dell’ebook

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Spero proprio che ti piaccia! E un po’ mi sento in difetto perché avrai un libro senza dedica, l’ho scritta su tutti i cartacei che ho distribuito in prima persona (il bello del libro di carta!), ma prometto di rimediare se ce ne sarà occasione!
        L’ebook ha un sacco di comodità, tra le quali quella non trascurabile di non prendere polvere… ma, dopo anni che li leggo, inizio a sentire la mancanza della carta tra le mani, che vive la storia insieme a te!

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      3. Libera-mente ha detto:

        Magari un giorno creeremo l’occasione per la dedica … anche me piace la sensazione della carta tra le dita … il tipo di carta è, per me, uno dei motivi di scelta di un libro, toccarla deve essere piacevole

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      4. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Eh sì! Ci vuole della bella carta! Soprattutto il giusto profumo… Purtroppo, Amazon non ti da un gran che di possibilità di scelta sulla carta… ma quando si è agli esordi ci si deve adattare.
        Speriamo che un giorno si crei l’occasione per la dedica! Un abbraccio!

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  5. Mr.Loto ha detto:

    Ma no… i libri sono come i figli, per farli nascere necessitano di desiderio, amore e tempo.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Ma un bel nome non implica che il resto venga a mancare. Grazie per il tuo passaggio!

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  6. SaraTricoli ha detto:

    Ci avevo pensato anch’io tempo fa… poi, indecisa su cosa scegliere, ho lasciato stare 😅
    Scherzi a parte, avevo letto un libro dove spiegava un po’ di cose sugli autori e ho deciso di entrare a far parte di quelli che cito: “ci mettono la faccia” 🤗
    Però, credo che ognuno debba fare ciò che di sente. 😉😘

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Beh, per ora il mio nome c’è tutto! Poi vedremo, come sempre prima di pensare ai fronzoli bisogna avere un bel testo sensato pronto da pubblicare. A quel punto vedrò se davvero mi girerà ancora in testa questa idea o se mi sarà passata!

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  7. Alessandro Gianesini ha detto:

    Nome vero: è più autentico, e vedrai che ripagherà… 😉

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Grazie per il consiglio! Non so, vedremo… tanto per ora con o senza pseudonimo le vendite non cambiano! 😂

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      1. Alessandro Gianesini ha detto:

        Quello dipende dalla “spinta” che hai… io per fortuna ho un editore che si sbatte parecchio 🙂

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Eh la fortuna è imboccare l’editore giusto.
        La Zirba è molto corto e gli editori che avevo contattato ai tempi non me lo hanno nemmeno preso in considerazione. Per quello alla fine ho optato per il self publishing.

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      3. Alessandro Gianesini ha detto:

        Sì, ci vuole anche cu… fortuna a volte. Io ho pagato per pubblicare, non è che lo nego, però mi sono ripagato la spesa con le mie copie e ho comunque un editore, una persona che conosco da più di vent’anni e che ha aperto la sua casa editrice proprio per pubblicare un suo romanzo (chapeau!), ma con quella non ci campa e al mattino fa il barista… Ora si è fatto un po’ un nome nella microeditoria e lui studia e si inventa modi per promuovere i suoi autori: sì, direi che son stato fortunato. 🙂

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      4. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Se ti promuove sei stato davvero fortunato. Ho lavorato in una casa editrice a pagamento per un periodo (lavoro fichissimo ma praticamente non pagato) e pubblicava talmente tanti libri al mese per fare cassa che promuoverli era impossibile. Praticamente andavano avanti solo gli autori che si sapevano promuovere già da soli. Magari mi avrebbero anche pubblicata ma, a quel punto, quale sarebbe stato il vantaggio?

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      5. Alessandro Gianesini ha detto:

        Sì, ovvio: se sai già come funziona e quali sono i pro e i contro, ti regoli di conseguenza.

        Comunque, anche se non mi ha fatto diventare ricco e famoso come speravo, va bene lo stesso! 😉

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      6. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Hahaha! Beh datti tempo almeno tre libri prima di essere un po’ conosciuto… Tanto ora che arrivi alla fine della tetralogia qualcuno lo fidelizzi!

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      7. Alessandro Gianesini ha detto:

        Eh, lo spero bene… Altrimenti è un casino! 😛

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      8. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Eccone un altro che scrive per i soldi e non per il proprio divertimento personale… 😂 Ovviamente scherzo!
        Fatti forza, vedrai che sarà così! Di sicuro te lo auguro di cuore!

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      9. Alessandro Gianesini ha detto:

        Io il mio libro l’ho scritto per me, poi mi son detto: perché non lasciare un segno del mio passaggio? E ho deciso di pubblicarlo… ora mi son fatto prendere la mano e non smetto più di scrivere.

        Se poi ci campassi, sarebbe un sogno, senza dubbio, ma non è una cosa imminente, però già non rimetterci è un inizio! 😀

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      10. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Sicuro, già non averci rimesso è una gran cosa!

        Io non smetto di scrivere circa da quando ho imparato, sicuramente dai tempi delle medie. E di tutta la mia produzione la prima cosa che ho avuto il coraggio di pubblicare è la Zirba… Chissà cosa altro riuscirò a tirare fuori!

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      11. Alessandro Gianesini ha detto:

        Io ho iniziato a scrivere per scivere (e non per far qualcosa che volevo/dovevo) da poco, ma ormai ne sono dipendente.
        Fai conto che sto scoprendo solo ora generi diversi dal fantasy, e capirai com’è sentirsi nel paese dei balocchi! 😀

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      12. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Hahahaha! Beh dai non c’è male!
        Io sto preparando una raccolta di racconti per un concorso. E il terzo (che sto iniziando ad abbozzare) dovrebbe essere un giallo… Chissà cosa ci riserva il futuro! Intanto mi prendo un po’ di tempo per leggere il tuo libro, appena sarò arrivata alla fine lo saprai!

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      13. Alessandro Gianesini ha detto:

        … sempre quando la tua bambina è maggiorenne? 😛

        Aspetto un tuo commento, allora! 😉

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      14. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Hahaha! Dipende da quanto è lungo! Potrebbe anche essere… 😁 Ma spero di no!

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      15. Alessandro Gianesini ha detto:

        Diciamo che se la versione cartacea ti cade in testa rischi grosso! 😅

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      16. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Allora fortuna che ho preso l’ebook, così non mi pesa se lo leggo a letto!

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