Sconti! Sconti!! Sconti!!!

Dico, sta capitando solo a me, o in queste settimane di clausura c’è una gettata incredibile di sconti/offerte/promozioni da parte di qualunque sito attraverso il quale si possa acquistare qualcosa?

Mi arrivano dalle caselle di posta, dai siti per animali, da quelli di abbigliamento, dallo stesso WordPress, senza parlare di un sacco di “opere di carità” (onlus) che sono sempre alla ricerca di sostegno per i più disparati motivi.

Questo è un periodo nero un po’ per tutti, chi non si ammala è a casa a finire tutte le sue settimane di ferie, oppure arranca in uno smart working improvvisato, o magari il lavoro l’ha proprio già perso o si starà domandando come fare a riprendere l’attività quando potrà di nuovo aprirla. Diciamo che a soldi non siamo messi benissimo, anche chi il lavoro continua ad averlo rimane un po’ in dubbio sul futuro proprio e su quello dei suoi familiari.

Perché le grandi aziende/onlus, invece che lasciarci tranquilli, continuano a subissarci di campagne promozionali? Non sarebbe meglio per tutti se adesso ce ne rimanessimo un po’ tranquilli nel nostro brodo, comprando solo il necessario per vivere, e risparmiassimo il più possibile per quando fare acquisti o beneficenza sarà di nuovo semplice e fattibile?

No, non tolgo le Onlus e la beneficenza da questo post. Non mi interessa se cercano di raccogliere soldi per fare del bene al mondo. Sarà pure una reazione irrazionale, ma non tollero che mi rompano le scatole con Dona alla ricerca Telethon quando al momento i soldi per di qualunque donazione sarebbe molto meglio finissero allo sviluppo di un bel vaccino per il SARS-CoV-2.

Non so, anche voi preferite risparmiare o siete stati contagiati da spese folli?

9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Parole e pensieri a bassa voce ha detto:

    Sta succedendo anche a me ma credo un po’ a tutti

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      A me sembra una condotta assolutamente insensata, però credo che le aziende stiamo cercando di salvare i loro profitti.

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      1. Parole e pensieri a bassa voce ha detto:

        anche secondo me quando per primi andrebbero salvati i lavoratori e famiglie

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  2. Gintoki ha detto:

    Per quanto riguarda le Onlus questo è un periodo nero anche per loro, e l’esistenza di un’emergenza specifica non toglie le altre necessità a chi ne ha. Quindi hanno necessità di mantenere regolare un canale comunicativo perché non si può ‘chiudere’ e ‘riaprire’ se e quando sarà. Anche perché, togliendo le grosse realtà – come può essere l’esempio di Telethon -, il Terzo Settore è fatto da centinaia di piccole associazioni che rischiano di sparire.

    Ovviamente è innegabile che il contesto presenti un campo nuovo e all’interno del mondo del fundraising ci si sta interrogando sul come riformulare la comunicazione durante l’emergenza; altri invece che lavorano come fundraiser da freelance stanno invece facendo raccolta fondi per l’emergenza Covid.

    Insomma, il mio parere è che è giusto che ognuno continui a fare il proprio lavoro

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Per carità, tutti sono in emergenza e nessuno ha la certezza di quando si arriverà alla fine. Capisco che tutti devono tirare l’acqua al proprio mulino, che oltre al COVID rimane tutto il resto… però non so, non sono solo le Onlus che rimarranno senza soldi ma (probabilmente) anche i molti cittadini, ad esempio penso a molti dei miei amici che sono stati costretti a lavorare in partita iva e adesso non hanno più niente da fatturare. Mi sembra questione di priorità.

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      1. Gintoki ha detto:

        Non dirlo a me, che non ce l’ho più un lavoro e non posso spostarmi a cercarne un altro.

        Ma io credo che non esista una classifica di priorità quando vengono messi a paragone ambiti diversi, tra chi meriterebbe di più o chi merita di meno; è l’errore che stanno invece facendo un po’ tutti in questa situazione (in buona fede perché le crisi generano disperazione), chi ha la p. iva dice sono più importante io, chi ha la fabbrica dice sono più importante io che do lavoro a intere famiglie, chi ha la libreria dice stando chiusi non verranno più prodotti libri e il settore fallirà, ecc.

        Capisci che volendo stilare classifiche diventa una guerra tra poveri.

        Penso che invece ognuno debba fare quello che gli riesce bene, e nel farlo non sta togliendo qualcosa agli altri, ma, in un’ottica onnicomprensiva, casomai sta aggiungendo qualcosa.

        Lo Stato, dal canto suo, deve/dovrebbe, cercare di dare sostegno a tutti (ma questa è un’altra storia).

        Poi ognuno, nell’ottica del cittadino, si sceglie le proprie battaglie.

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      2. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Beh, lo Stato farà quello che potrà e sono certa che sarà ben poco (visto i continui tagli per ingrassare i politici, ma questa è un’altra storia e non perdiamoci in questo discorso).

        La mia idea è semplicemente questa: se tutte le energie venissero convogliate nello sviluppo di un vaccino questa crisi passerebbe molto prima (a livello mondiale) e forse non finirebbero tutti in brache di tela.

        Ma, come dici tu, ognuno si sceglie le proprie battaglie e ne ha il sacrosanto diritto.

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      3. Gintoki ha detto:

        Sì, concordo.

        Un sol commento mi sento di fare sul discorso dei vaccini: che non è la quantità di risorse profuse a fare la differenza in termini di tempi di risoluzione: i tempi tecnici per le sperimentazioni più di un tot non si possono abbreviare: ci sono diversi step da seguire e una volta arrivati alle fasi di sperimentazione umana bisogna capirne l’efficacia su larga scala. Solo l’Agenzia Europea per i Medicinali, per dire, a quanto ne so sta sperimentando 20 possibili farmaci e 35 vaccini diversi. Ma per arrivare a uno risolutivo penso bisognerà comunque attendere Ottobre

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      4. Irene (la Gnoma) ha detto:

        Sì, è una cosa lunga e ci sono i tempi tecnici del caso. Non ho mai pensato che potremmo cavarcela in poco tempo.

        Onestamente non credo che prima dell’estate riusciremo a tirare un piccolo respiro di sollievo, non qui al Nord… per il resto d’Italia chissà.

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