E così non ci siamo fidati… e il Virus ci va a nozze.

E così non ci siamo fidati delle istituzioni, forse l’unica volta che ci avevano preso davvero.

Sarebbe bastato attenersi ai consigli degli esperti, evitare per qualche tempo di fare le cose all’italiana “perché tanto a me non capita”.

Bastava un po’ di pazienza. Un po’ di pensiero altruistico, rivolto anche solo ai parenti e ai nonni che rischiano di stare davvero male e, a questo punto, rischiano anche di non trovare posto in ospedale per essere curati.

Dalla loro, le Istituzioni hanno giocato così tanto tempo a fare i gioppini che è quasi comprensibile che nessuno creda più loro adesso che ce n’è davvero bisogno.

In ogni caso, di chiunque sia la colpa, magari un po’ di misure strette e di isolamento forzato ci farà riflettere.

O, magari, ci farà solo guardare qualche serie TV in più e farà rimbambire i nostri figli.

Cambiano le prospettive, a guardare il mondo solo dalla finestra?

Foto di Fernanda Latronico da Pexels

5 commenti Aggiungi il tuo

  1. wwayne ha detto:

    Rieccomi! Da quando hanno chiuso le scuole (dove io lavoro) sono uscito soltanto 2 volte: Sabato per andare a trovare una mia parente e Lunedì per andare in biblioteca. Intendo non uscire più fino al 3 Aprile, perché Lunedì mi sono reso conto di quanto sia difficile mantenere un metro di distanza dalle altre persone: ad esempio, se mentre giri l’angolo ti spunta uno che fa jogging e ti passa a un centimetro di distanza non puoi farci nulla. E non mi si dica che la gente avrà il buon senso di non fare jogging: prima di tutto perché chi è ossessionato dalla forma fisica andrebbe a correre anche sotto le bombe, e poi perché in questi giorni gli italiani si sono rivelati capaci di comportamenti ancora più irresponsabili.
    Onestamente questa autoreclusione non mi pesa granché, perché sto molto in casa anche quando non c’è il coronavirus. Anche a livello alimentare io e la mia famiglia ci siamo procurati da tempo tutto il necessario. Ero convinto che anche il resto degli italiani avesse fatto lo stesso, invece ho scoperto che nella notte tra Lunedì e Martedì c’è stato l’assalto ai Carrefour aperti fino a mezzanotte: chi ci è andato è stato doppiamente irresponsabile, sia perché doveva pensarci molto prima, sia perché infilarsi in una coda chilometrica davanti al supermercato aumenta esponenzialmente il rischio di contrarre il virus.
    Comunque non ho ancora capito quante responsabilità ha Conte in tutto questo, non so dire se è stato negligente o se ha sottovalutato il problema all’inizio, ma mi pare ovvio che negli ultimi giorni non sta facendo una bella figura. Se scrivi un decreto di Sabato sera e 2 giorni dopo è già diventato troppo morbido, vuol dire che non hai saputo prevedere gli sviluppi della situazione. Non è una colpa di poco conto, perché la lungimiranza è una qualità fondamentale per svolgere questo mestiere: un bravo politico prevede che cosa succederà anche di qui a qualche anno, quindi se il tuo orizzonte non arriva a dopodomani allora forse questo lavoro non fa per te…

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    1. Irene ha detto:

      Secondo me il punto cruciale sono proprio gli italiani:Si stanno rivelando più irragionevoli e sconsiderati (e infantili) di quanto mi aspettassi.
      Lavorando nella sanità mi rendo conto bene di quanto sarebbero bastate delle misure meno restrittive in un paese civile. Igiene di base, un po’ di buon senso e magari evitare di andare a trovare gli anziani o comunque proteggere seiramente quei soggetti che sono più a rischio di sviluppare complicanze. Si poteva rallentare dall’inizio con un po’ di senso civico. Invece no. Qui domenica (vivo in Lombardia) c’erano code chilometriche di gente ammassata per comprare il gelato durante la passeggiata… voglio dire: allora non hanno proprio capito!

      Si sarebbe potuto fare, se la popolazione italiana non avesse bisogno del fucile puntato per mettere la testa a posto. Il problema è che gli ospedali si intasano perché si ritrovano in tanti a stare troppo male tutti nello stesso momento.

      Io mi leggo i decreti e gli sviluppi direttamente dai siti ufficiali, lasciando perdere la TV, la politica e il chiacchiericcio. Qui non è una questione di politica, è proprio una questione di civiltà perduta.

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      1. wwayne ha detto:

        Mi hai fatto tornare in mente uno splendido film chiamato proprio Civiltà perduta: guardalo, è una cannonata. Grazie per la risposta! 🙂

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  2. fausto ha detto:

    Dalle mie parti (pianura emiliana) siamo andati in paranoia già ad inizio marzo. I treni erano vuoti. Le persone che non vedevi in giro sui mezzi o per strada si erano tutte radunate all’interno dei supermercati. I risultati sono noti a tutti, e si tratta di un monumento alla nostra stupidità.

    Gli amministratori locali sono quindi intervenuti sanzionando pedoni e ciclisti. I ciclisti in particolare sono un’idea esilarante. Hanno ridotto gli orari di apertura dei supermercati e fermato gli esercizi minori: così da ammassare più persone tutte assieme. Altra ideona. Poi ci hanno ripensato, ma il danno era fatto. Abbiamo i politici che ci meritiamo: almeno c’è giustizia.

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    1. Irene (la Gnoma) ha detto:

      Abbiamo i politici che ci siamo scelti, ecco tutto. Eppure qui in Lombardia quasi quasi dico che si sono mossi been, anche se abbiamo il disastro che si sa.
      Quello che mi lascia un po’ di amaro in bocca è che non c’era un vero piano di emergenza pronto, con scorte necessarie e tutto il resto. Se invece che un virus scoppiava una guerra eravamo già tutti morti di sicuro.

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