Sulle case editrici a pagamento

Quando hai in mano un teso e pensi a pubblicarlo ti metti a riflettere sul come fare.

Una possibilità è affidarsi a una casa editrice a pagamento.
Ce ne sono molte, ti chiedono contributo nei modi più diversi, magari lo mascherano come “acquisto delle copie”, ma alla fine pur sempre significa sborsare qualche soldo di tasca propria.

Io queste case editrici non le demonizzo a priori.

Pensateci un attimo, aspiranti scrittori: voi quanti libri riuscite a leggere in un anno?
E magari quella manciata di titoli che leggete sono solo di autori affermati o vecchi classici.

Ormai è noto a tutti: in Italia sono più i libri che vengono scritti che quelli che vengono letti. Il che significa anche che molti “scrittori” non aprono un libro minimo dalla quinta elementare.
Con questa premessa, come si può pretendere che una casa editrice pubblichi, distribuisca, pubblicizzi tutte queste opere ben sapendo che le vendite saranno basse, bassissime, o addirittura zero? Come si può pensare che riescano almeno a coprire i loro costi?

Dietro un libro pronto per la pubblicazione c’è il lavoro di almeno 5-6 persone, che si ammazzano di fatica per pochi spiccioli. Poi ci sono gli effettivi costi per la stampa (se lo volete cartaceo). La distribuzione è sempre un punto di domanda, perché in realtà nessuna libreria o quasi rischia di accollarsi qualche copia di un esordiente a meno che non veda qualche richiesta concreta da parte dei clienti.

Potete aver scritto il libro più bello del mondo, ma già in partenza la probabilità che qualche sconosciuto se ne interessi (parenti e amici non contano) è vicinissima allo zero considerato che gli sconosciuti non leggono.
Quindi come sperate che, prima di voi, la casa editrice possa avere di che mangiare se vi pubblica gratis? E, se vi pubblica gratis, che servizi vi offre? Fa davvero un buon editing? Le copertine sono davvero accattivanti? In quante librerie potrà essere acquistato il vostro libro?

Ogni autore ha le proprie priorità. se ci si accontenta di 20 copie da regalare a Natale e vendere all’edicola sotto casa tutto fa brodo. Se si vuole provare ad allargare gli orizzonti magari serve qualche servizio in più. E, visto che sei un emerito sconosciuto con probabilità di incassi pari a 0, ci sta anche che questi servizi (se sono reali) si paghino.
Ricordate sempre che dietro a quei servizi ci sono persone che alla fine del mese vorrebbero riuscire a chiudere i conti (come tutti noi) e non possono farlo se la casa editrice non ha soldi per pagarli.

Certo, è possibile che alcune ti freghino i soldi. Basta non farsi imbambolare da belle parole, leggere bene il contratto e capire se si hanno davanti persone serie o meno.
Perché poi, quando e se il nostro nome varrà davvero qualcosa, saranno ben altre le case editrici che vorranno bussare alla nostra porta.

Abbiamo perso l’umiltà, ragazzi? Pretendiamo tutti di avere successo, e subito?
Ci pensate mai a quanti artisti veri hanno fatto la fame e sono morti poveri in canna?

 

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Moon ha detto:

    Ci sto: morirò povera in canna ma senza pubblicare pagando. Non ce la faccio, non lo capisco. Se la mia roba non vende, allora chissefrega. Ma io non posso pagare per qualcosa che dovrebbe essere pagato: l’arte. La mia non è arte? benissimo: muoio povera. Il mercato non mi vuole? benissimo. Io scrivo lo stesso. No… non riesci a vedermi d’accordo. Io ti capisco, non credere. Ma il mio concetto di scrittura è un altro. Se la mia roba non vale, non interessa, non vende…pace. Pagare per pubblicare non avrebbe senso. Tanto vale che pubblichi con un programma qualsiasi e distribuisca io. E allora non lo farò mai.
    Svevo. Prendi lui. Lui ha fatto da sè. nessuno crdeva in Svevo. Salinger: quanto ha penato per i suoi racconti? Pessoa… un baule pieno di gente…
    più volentieri che pagare per qualcosa che, per principio, se valgo, ovvio, dovrei essere pagata.

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  2. amleta ha detto:

    Io ho pubblicato librincon quattro editori diversi e li ho scelti proprio perchè non erano a pagamento. Se n editore è serio sa benissimo quali costi deve affrontsre per pubblicare un libro. Se non vuole affrontarli allora meglio che chiuda prima d’iniziare. Gli editori a pagamento sono una truffa perchè se tu vai in una copisteria chiunque ti può stampare un libro con tanto di copertina. Allora che differenza c’è tra una tipografia e un’editrice? Purtroppo questi editori prosperano proprio per il fatto che tanta gente non legge libri ma vuole sempre pubblicare qualcosa. Scegliere un editore a pagamento distrugge l’editoria di quei piccoli imprenditori che invece ci credono davvero nei libri fatti bene. E comunque se tu fossi un meccanico ti fatesti pagare per un lavoro svolto o lo fatesti gratis? Tutti quelli che praticano un mestiere si fanno pagare. Non si capisce perchè in Italia uno scrittore dovrebbe farlo gratis il suo lavoro o pagare un altro per vedere il suo libro stampato. Ripeto chi non vuole invedtire sugli scrittori meglio che scelga un altro ramo di produzione.

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