Il racconto – proposta agli editori

Ho concluso un racconto di circa 40.000 caratteri. Piccolo, lo so, ma alcune storie nascono per essere piccole, non avrebbe nessun senso allugarlo.

Inizialmente pensavo fosse un libro per bambini, tanto che lo volevo illustrare (so anche dipingere, ma questo sarebbe un altro progetto e un’altra storia). Poi man mano che le parole uscivano mi sono resa conto che, con leggerezza, parla di “cose da grandi”.
Una favola che racconta un percorso di crescita spirituale. In sostanza uno di quei libretti che hanno poco o nessun mercato, non mi illudo. Tuttavia, essendo la prima opera che riesco a portare a termine, sono preda di un certo entusiasmo e voglio comunque darla in pasto alla pubblicazione.

Ho intenzione di spedire il manoscritto a qualche casa editrice, iscriverlo a qualche concorso e stare a vedere quale sarà il responso.
Sono piuttosto convinta che riceverò molte risposte “è troppo corto” e magari una proposta di pubblicazione a pagamento. Non voglio farmi prendere dalla fretta di farlo uscire, dato che alcune case editrici e alcuni concorsi hanno dei tempi di attesa molto lunghi. Voglio lasciarmi il tempo di ricevere almeno un po’ di responsi.

Se poi la pubblicherò a pagamento, la autopubblicherò o cosa ne sarà esattamente non ho ancora le idee chiare a riguardo. Lo prendo come un modo per fare esperienza e “aggiustare il tiro” prima di avere qualcosa di un po’ più corposo tra le mani.
Se vorrete seguirmi, condividerò qui con voi anche questo lato del mio “Progetto Scrittrice”.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. lecreattivesisters ha detto:

    non demordere. Abbiamo ricevuto molti “no” ma i “si ” che riceverai saranno quelli giusti

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    1. Irene ha detto:

      Per fortuna conosco un po’ il mondo dell’editoria e quindi non demorderò facilmente.
      Concorsi ne avete fatti? Cosa ne pensate?

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      1. lecreattivesisters ha detto:

        Noi abbiamo scritto diversi libri. Editori diversi. Alcuni poco attendibili:, andava bene qualunque cosa scrivessimo. Bastava pagare. Ora abbiamo una collaborazione con un editore locale. Km zero. Ottima scelta. Diffido di chi dice sempre si. Il nostro ci ha fatto fare parecchi passi indietro. Il risultato? ” il mio primo migliore amico” versione per adulti è diventato un libro cartonato per ragazzi. Un libro che tratta la malattia di Alzheimer. Il cartonato è stato selezionato per il concorso Gianni Rodari di Omegna. Abbiamo atteso ma le soddisfazioni sono arrivate.
        Tanti no? Pazienza.

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  2. Moon ha detto:

    Dunque, scusa se ho letto a ritroso. Quindi lo sai, della casa editrice, immagino. Io non te lo consiglio. Poi fai tu. Tenta invece la pubblicazione su una rivista che tratti il tuo genere. Ce ne sono molte che affiancano illustrazioni. Altrimenti più volentieri autopubblica. Ma allora devi essere una brava nella tua promozione, andare in giro, rompere le scatole alla gente… infine ci sono le piccole case editrici locali, quelle che invece sono felici che il testo sia breve. Ho capito che il genere è per ragazzi. Ho capito giusto? Forse è ancora meglio. Ma devi fare ricerca e scegliere la casa editrice giusta. Facile? Col cavolo! I concorsi … io ne ho fatti un po’. Ma quelli seri… quelli importanti… boh. Dipende da cosa vuoi. Io volevo il Calvino, e quello ho fatto alla fine. Ma per il Calvino conta lo stile, è un concorso che non va bene per tutti e tutto. Così come il Prione.

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    1. Irene ha detto:

      Non è un libro per ragazzi, alla fine. È un libro per tutti.
      Sì conosco le case editrici a pagamento, almeno alcune. Ci ho anche lavorato per un periodo. Tendo a non demonizzarle, anche se spesso la promozione che ti fanno è pari a quella di una autopubblicazione. Però provo a contattare anche qualcuna di loro, voglio comunque vedere che cosa propongono, qualche servizio lo offrono davvero.

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      1. Moon ha detto:

        Beh. Ok , in bocca al lupo allora 😊

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