Ritorno all’analogico

Come dice quel bel libro che vi ho consigliato: se volete che i vostri figli facciano qualcosa allora date il buon esempio.
Sostanzialmente la spinta di tornare all’analogico (carta e penna) mi è venuta da questo pensiero.

Non voglio che mia figlia diventi dipendente dall’elettronica prima ancora di parlare. Eppure oramai sono così legata ai miei smart-gingilli che dare il buon esempio in questo senso mi sembrava estremamente difficile. Tra l’altro in questo periodo li sto usando per qualsiasi cosa, soprattutto per prendere appunti e fare liste di cose stupide che altrimenti mi dimenticherei in un attimo.

Mi servirebbe un quaderno per scrivere la prossima storia, dei fogliacci per la lista della spesa, e poi l’agenda per gli impegni… e quanto peso finisce che mi metto in borsa?

Come spesso ho letto sui blog delle mamme, è tutta questione di organizzazione!

Ho rispolverato un bellissimo quaderno spiralato che è concepito apposta per avere le pagine mobili. Un po’ come un organizer ad anelli ma molto più leggero! A questo punto mi sono fatta un giretto su internet e ho scoperto che si trovano, gratuitamente, una infinità di template stampabili per ogni tipo di necessità: l’agenda di tutti i tipi, il calendario, la to-do list, il diario di viaggio, la rubrica, anche semplicemente le pagine a righe e a quadretti!

Mi sono armata di stampante, foratrice e fogli bianchi e ho ottenuto a costo (quasi) zero un blocco con tutto quello di cui ho bisogno per sostituire la maggior parte delle funzioni per cui passavo tempo davanti al tablet (o al cellulare) in questi giorni.

Mi ci sono voluti cinque minuti per riscoprire i vantaggi dell’analogico.
Prima di tutto è davvero tutto a portata di mano, subito e senza tempi di attesa. Note, disegni, appunti… tutto davvero a portata di mano in un attimo.
Poi non rischio di perdere nessun appuntamento importante per la sparizione di un calendario (successo) dal dispositivo.
Non mi devo preoccupare della ricarica, banale, ma solo della cartuccia della penna. Il che potrebbe essere un problema perché non sono più abituata alla limitatezza dell’inchiostro. Infatti ho l’ansia di controllare ogni due pagine quanta penna ho consumato (lo facevo anche a scuola!) e mi porto sempre dietro una ricarica.
Non ultimo il tutto è molto più leggero del tablet e le dimensioni che occupano sono pressoché le stesse.

La pecca è che, eventualmente finito, mi toccherebbe ribattere tutto il racconto. Un po’ come una volta si ribattevano a macchina per mandarli agli editori. Non è del tutto negativa la cosa, comunque. Nel gesto dello scrivere dai miei pensieri esce molta più creatività che nel battere sui tasti.

Quello che ora mi manca è tornare ai libri di carta… perché in fondo l’amore per la lettura viene trasmessa anche dall’oggetto e dal suo profumo, come dicono tutti i grandi lettori quando passano fuori dalla porta di una libreria.

Il mio Quaderno, con la vista grigia e fabbricosa tipica della Lombardia.

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Mezzatazza ha detto:

    Buttare giù su carta e poi scrivere al pc, a me piace molto di più. Non che mi dispiaccia scrivere al cellulare, ma il gesto di scrivere a mano lascia un tempo mentale maggiore per pensare a quello che sta uscendo dalla penna 🤷🏼‍♀️

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    1. Gnoma Irma ha detto:

      Io credo che mi smuova una parte diversa del cervello. Sono capace di lasciare la mano a scrivere e capire solo alla fine dove sono arrivata. Se si potesse scrivere il blog a mano credo proprio che lo farei!

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      1. Mezzatazza ha detto:

        Sono abbastanza sicura si “muova” sul serio una parte diversa del cervello 🙂

        Infatti un grosso problema che sto avendo nella stesura di un romanzo lunghino – oltre a non avere idea di come si fa 😬 – è proprio perdere cognizione scrivendo su pc.

        Un post del blog a mano è già più fattibile, ma allunga i tempi…

        Ora su carta scrivo gli scheletri e il resto lo aggiungo man mano.

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      2. Gnoma Irma ha detto:

        Io sul pc (o tablet) mi distraggo troppo e le cose lunghe non riesco mai a scriverle. Quando scrivevo tutto a mano riuscivo a rimanere sul pezzo molto più a lungo. Ora non posso fare confronti perché con la bimba i tempi sono tutti diversi!
        Anche io, a parte i racconti scemi, sono all’inizio di un romanzo più lunghino… Spero proprio di non perdermelo per strada come tutti gli altri!
        Buona fortuna per il tuo!

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      3. Mezzatazza ha detto:

        Altrettanto!

        Se trovo qualche strategia efficace, poi la segno qui!

        (Anzi, visto che uno lo voglio finire assolutamente entro un mese, poi segno qui come ho fatto, vediamo se trovo altri consigli in giro 🙂

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      4. Gnoma Irma ha detto:

        Mi sembra un’ottima cosa! 😊 Attenderò notizie!

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