Incomprensibile incoerenza

Non parlo spesso di politica nella vita reale (figuriamoci in quella virtuale), perché il più delle volte ci si scontra con campanilismi per me inconcepibili visto che mi piace ragionare sulle cose.

Però in questo periodo di elezioni alle porte pare quasi impossibile evitare di assistere ai comizi più disparati anche durante una semplice cena tra amici. Ammetto che delle volte mi infervoro perché non riesco a capire (tollerare) l’incoerenza che sta alla base di tante parole vomitate con troppa semplicità.

Prima di tutto senti sgorgare sentenze fresche come rugiada esattamente con le stesse parole utilizzate la sera prima dal telegiornale o programma tv di turno. Già questo lo trovo imbarazzante perché vuol dire che hai bevuto un’informazione far intervenire un minimo di senso critico per analizzarla.
Poi, nella stessa frase o in quella successiva, arrivano due affermazioni antitetiche tipo “Difendiamo i valori della santa chiesa cattolica” e “Affoghiamo tutti gli immigrati brutti e cattivi”. Lo so che questo esempio è molto di parte ma mi è sempre sembrata l’apoteosi dell’incoerenza. Ce ne sono tante, comunque, per tutti i gusti.

E io, che resterò convinta fino alla morte che a tutti è stata data la stessa capacità di raziocinio, inizio a fare domande come “Ma ti rendi conto che ti stai contraddicendo?” oppure “Sei davvero convinto che siano questi i veri problemi dell’Italia?”.
Solo i più onesti (intellettualmente) riescono a rispondermi con un NI, poi dopo un attimo si riscuotono e contrattaccano con un “Sarà meglio la parte tua!”. Come se io avessi difeso a spada tratta una qualsiasi parte, invece che chiedere un semplice ragionamento sulle loro affermazioni. Poi, senza aspettare altro, di solito riparte lo sproloquio sui bei tempi andati e su tutte le cose “buone” fatte dalla loro parte, e su come l’Italia stava bene allora.

Di solito a questo punto io smetto di criticare e mi tiro indietro. Perché lo sento dalle loro parole che non hanno nessuna intenzione di ragionare su quello che davvero potrebbe aiutare il nostro Paese. Voteranno come voterebbero per una squadra di calcio, come gli ha insegnato il nonno o la mamma quando era piccolo.

Fonte: AfghanistanART

10 pensieri riguardo “Incomprensibile incoerenza

  1. Sempre più spesso noto che le persone sono alla costante e bramosa ricerca di qualcosa che le rassicuri, che le dia un riferimento (perché tutti i valori e i riferimenti che avevamo fino a qualche decennio fa sono saliti al cielo come fumo, risucchiati dall’Universo attraverso il buco dell’ozono 😒). Queste persone, quando trovano una mezza cosa che si avvicina anche solo in piccola parte all’ombra dei valori in cui “credono di credere”, ci si aggrappano con le unghie e con i denti, e la difendono come mamma aquila coi suoi piccolini. Perché diciamocelo chiaramente: non si può più parlare di “valori”, di “politica”. La politica di oggi è solo un grande teatro, che ripropone i soliti attori e le solite scene ormai da anni. Non dico che si debbano perdere le speranze, ma rendersi conto che ci stiamo aggrappando al niente, lo pretendo da persone con un minimo di raziocinio. Il problema è che, proprio quando una persona teme di star per perdere i propri puti saldi, si infervora e contrattacca, perché non ha la serenità di chi fa affidamento su qualcosa di veramente stabile e duraturo. La politica di oggi, a parer mio, non è in grado di rappresentare nessuno, perché ciò a cui punta non è “il benessere dell’Italia”. Siamo umani, e cascare nel tranello della fama, dei soldi e del potere è forse qualcosa di inevitabile. Ma proprio per questo, non mi sento rappresentata da tutta quella gente, e mai mi ci sentirò, almeno fino a che non verrà raso al suolo il teatro per far spazio a qualcosa di meno finto e più concreto. Non smetto di sperare: mi sembra più che abbastanza.

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    1. Sono d’accordo con quello che dici. Sentirsi rappresentati da qualcuno oggi è davvero difficile.
      Credo che si possa provare a scegliere qualcuno che possa portare qualche cosa di diverso, qualche innovazione. Perché non votare affatto può anche finire per fare il gioco dei peggiori.
      Dopo tanti anni in cui non ho votato mi sto ricredendo sulla cosa e ho deciso di ricominciare a dimostrare la mia scelta.
      Non conto su grandi rivoluzioni, ma la speranza ancora non è morta (e questo non è affatto male).

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  2. Concordo appieno con quello che dici, sopratutto su l’incoerenza. Ti dirò di più io mi sono proprio stufata di vedere sempre di più quanta differenza ci sia tra il dire e il fare. È pieno di gente che si lamenta del governo, dei politici, dell’Italia…ma poi concretamente cosa fa? Cerca ogni giorno di rendere migliore questo mondo? Basta un gesto fatto da ciascuno di noi per cambiare le cose. Sono convinta che sia l’unico modo piuttosto che aspettare che i miracoli arrivino dall’alto (e in questo è fondamentale l’edicazione dei bimbi)

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